E tu, hai paura della morte?

1–2 minuti

Il confine tra la vita e la morte è impercettibile. 

Nessuno è mai riuscito a determinare l’esatto momento temporale in cui la morte sopravviene la vita poiché è semplicemente impossibile, così come è impossibile definire l’attimo in cui la vita inizia.

Eppure l’umanità non è contenta di questa infinita impossibilità di definire ciò che per l’uomo in realtà è l’unica verità esistente di cui sino ad ora se ne ha certezza.

L’umanità, l’uomo, nella sua esistenza, necessita di risposte alle domande riguardanti la morte, risposte che sono impossibili da provare scientificamente ma che, soprattutto grazie ad approcci religiosi e confortanti, riempiono il cuore pulsante del cervello che interroga e che chiede di avere certezza sul futuro e chiede speranza.

Mi spiego meglio.

Insito in ognuno di noi vi è quel certo qual senso di curiosità sulla morte e l’esistenza dell’aldilà, che si lega inesorabilmente ad una qual paura , a volte difficile da controllare, relativa al futuro di un tempo presente che presto diventerà passato.

La paura, in fin dei conti, non nasce essa stessa dalla curiosità? Una curiosità che l’individuo in sé ha nei confronti di ciò che non conosce, ben essendo consapevole che non è sicuro di poter avere tutte le risposte a lui necessarie, né potendo pensare di ottenere solamente lati positivi di qualunque possibile futuro si prospetti.

Siamo curiosi, e abbiamo paura.

La difficoltà sta nell’accogliere questa paura dell’ignoto e assecondare completamente la curiosità che spinge un individuo a prendere determinate decisioni. 

E la libertà?

Siamo liberi di avere paura per una curiosità del futuro.

E se il futuro fosse la morte?

Siamo liberi di avere paura per la curiosità nei confronti della morte.

E tu, lettore, hai paura della morte?

Lascia un commento